Il “sorriso gengivale”, o “gummy smile”, è una condizione clinica in cui è presente un’eccessiva esposizione della gengiva durante il sorriso. Le cause possono essere molteplici.
Il sorriso gengivale può essere dovuto ad una condizione scheletrica con un mascellare troppo alto o protruso. In questa circostanza sarà il chirurgo maxillo-facciale a risolvere il problema. In altri casi la causa è la morfologia e la muscolatura del labbro superiore; un labbro superiore troppo sottile può essere corretto con i filler ed ottenere una maggiore copertura della porzione gengivale del sorriso; un’iperattività muscolare del labbro superiore, tale da mostrare una parte eccessiva di gengiva quando si sorride, può essere invece inibita con la tossina botulinica.
Nella valutazione di un sorriso gengivale un fattore importante da considerare è l’età. Con il passare degli anni, infatti, il labbro superiore tende a scendere ed allungarsi, coprendo progressivamente sempre di più le superfici dentali. È un fenomeno fisiologico legato all’invecchiamento delle strutture facciali. Con il passare degli anni un gummy smile tenderà quindi a ridursi di intensità, fino anche a correggersi del tutto. Ma in un viso normale questo aspetto di labbro lungo finisce per diventare un inestetismo e questo spiega perché molti uomini ad un certo punto della vita scelgono di farsi crescere barba e baffi. È importante fare sempre queste considerazioni prima di pianificare la correzione di un sorriso gengivale.
Di competenza prettamente odontoiatrica è il gummy smile dovuto ad una “eruzione passiva alterata”. Un incompleto rimodellamento dei tessuti gengivali, che normalmente segue l’eruzione dentale, causa una quantità eccessiva del tessuto molle sopra la superficie dello smalto dei denti. Tale posizione alterata della gengiva può causare un difetto estetico, che può comportare un disagio per il paziente. In questi casi il trattamento è chirurgico. Durante la chirurgia il parodontologo riposiziona il margine gengivale alla sua corretta altezza risolvendo quindi il problema estetico.
(Dott. Andrea Punzo)